Gerrit Rietveld exhibition at Maxxi

REVIEW

– Artribune

April 2011

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Rietveld tornerà di moda grazie al Maxxi?

“Abbiamo voluto aprire una nuova prospettiva su Gerrit Thomas Rietveld e modificare la sua immagine ormai fossilizzata”. Questo uno dei buoni propositi inseguito dai curatori della mostra “Universo Rietveld”, al Maxxi di Roma fino al 10 luglio. A tutti gli effetti questa è la prima retrospettiva monografica italiana del grande architetto-artista-designer-artigiano olandese. Prodotta dal museo italiano insieme al Central Museum di Utrecht e al NAi di Rotterdam.

 

Tra le opere in mostra, non poteva mancare Casa Schroder (dal 2000 nella World Heritage List dell’Unesco), il Padiglione olandese alla Biennale di Venezia del ’53 e gli storici pezzi di design: le sedie Rosso-Blu e Zig-Zag su tutte. A introdurre la messa in scena, 14 videointerviste raccontano, attraverso il pensiero di architetti, storici e designer contemporanei, l’eredità che il lavoro di un talento come Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 1888-1964), ha lasciato ai posteri. Tra gli altri, Gae AulentiAndrea BranziEnzo Mari e Alessandro Mendini.
La mostra, allestita dai giovani nEmoGruppo architetti, prosegue didascalicamente raccontando i diversi livelli di progettazione del genio olandese: dai mobili per bambini agli arredi-icona, passando per abitazioni private e pianificazioni territoriali. Ne emerge una figura completa a 360 gradi, in cui spicca un lavoro multidisciplinare e di sperimentazione dove non mancano i progetti meno riusciti, ma dove è sempre presente una passione viscerale verso il proprio lavoro.

A concludere il percorso, le reinterpretazioni più celebri del design-icona di Rietveld: laZig-Zag chiesastica di Mendini e la Rosso-Blu costruita con i Lego, ad esempio, chiudono intelligentemente una mostra dal sapore scialbo e dai colori sbiaditi, a dispetto di quelli primari osannati da Rietveld. Una piacevole sorpresa, però, fa risvegliare dal torpore: il Laboratorio Rietveld progettato dagli scandinavi Rintala Eggerstsson Architects dove è possibile prenotarsi per costruire la propria miniatura della Rosso-Blu. Il divertimento, qui, è garantito.
Dopo le personali di Luigi Moretti e Pier Luigi Nervi, il Maxxi Architettura sceglie uno degli artisti più conosciuti del Novecento europeo per proseguire e sottolineare il proprio cammino curatoriale: ripercorre il passato per leggere e comprendere il presente. Un obiettivo ambizioso quanto ingiustificato per un museo che dovrebbe essere del XXI secolo. Ma Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi, ci rassicura: “Per ora il Maxxi ha indagato le radici dell’architettura, da ora fino alla fine dell’anno si immergerà nel XXI secolo”. Parlando delle mostre in programma, una sull’architettura contemporanea cinese e una sul “ricicle”. Staremo a vedere.

 

ZM